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Carbonia, iniziativa regionale per discutere di un’urbanistica migliore

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Architettura ad Alghero, Sardarch e Tamalaca organizzano un tour della Sardegna per discutere sul senso e ruolo dell’urbanistica oggi nella trasformazione dei nostri territori.

Il tour parte dalla ex Manifattura Tabacchi di Cagliari domenica 13 maggio alle 18:00, in cui si parlerà di Urbanistica e Metropoli, e tocca Alghero (giovedì 17, Urbanistica per la città turistica), Nuoro (venerdì 18, Urbanistica per le zone interne), Olbia (lunedì 21, Urbanistica per il litorale) e Carbonia (mercoledì 23, Urbanistica per il paesaggio), per chiudersi a Sassari giovedì 24 maggio sull’Urbanistica per la casa e per il quartiere.
Che urbanistica serve e come la si può insegnare, anche qui in Sardegna, è quello che vorremmo capire in queste conferenze del Prof. Oriol Nel.lo che, oltre alla dimensione accademica ha anche un’esperienza di governo alla Generalitat catalana e coopera attivamente alle politiche urbane del Comune di Barcellona.
Con lui, accompagnato da Arnaldo Cecchini e Francesco Indovina, saranno presenti nelle diverse occasioni componenti delle comunità locali e delle organizzazioni che promuovono il tour.

“L’urbanistica serve. E serve studiare urbanistica.
Forse dovremmo dire piuttosto “progettazione e pianificazione urbanistica”, e fare riferimento non solo alla città, ma anche al territorio, all’ambiente e al paesaggio.
Ma per semplicità diciamo “urbanistica”, tanto per capirci.
Serve l’urbanistica, ma serve un’urbanistica migliore e diversa.
Questa disciplina è stata da sempre un crocevia di discipline e nasce nella sua versione moderna e “autonoma” in contesti diversi legati all’architettura, all’ingegneria, alla geografia, all’igiene, alla necessità di riforme sociali.
Oggi è ancora più vero che la natura di questa disciplina è intrecciata con molti saperi, innovati e trasformati anch’essi dalle potenzialità impreviste delle nuove tecnologie digitali.
Serve studiare urbanistica come percorso disciplinare a sé stante (c’è bisogno di una figura professionale specifica: chi si occupa in senso proprio a scale diverse della gestione delle trasformazioni della città e del territorio), ma serve anche studiare urbanistica a chi farà i mestieri dell’architetto, dell’ingegnere civile, ambientale e dei trasporti, dell’agronomo, dell’economista, del medico, del giurista, del sociologo, del politologo, del geografo, del valutatore, …, ma serve studiare urbanistica nelle scuole, a partire dalla scuola dell’infanzia, serve studiare urbanistica (anche di nuovo) agli amministratori e ai tecnici pubblici che si occupano di città territorio, ambiente e paesaggio. Tutte queste cose sono ugualmente importanti.
È tuttavia opportuno essere consapevoli che le politiche e i piani e i progetti per gestire la città e il territorio hanno bisogno di un cambio radicale di punto di vista: passare dalla logica del “ma … anche” alla logica del “proprio perché” e considerare il coinvolgimento dei cittadini un elemento necessario e utile nella gestione delle trasformazioni, in un’ottica di contrasto alla diseguaglianza e all’ingiustizia spaziale che è la vera base della sostenibilità.
In questo senso eliminare il consumo di suolo non è una “sofferta rinuncia”, è la condizione necessaria di un modello di sviluppo che costruisca un’economia più prospera; garantire il diritto alla casa e agli spazi pubblici non si fa ritagliandosi uno spazio dentro una pianificazione guidata dall’appropriazione privata della rendita urbana; una mobilità efficiente e sostenibile non è possibile senza rovesciare il privilegio assoluto della mobilità basata sull’uso personale dell’automobile.
Serve un nuovo punto di vista: dare centralità alla maggioranza delle donne e degli uomini è non solo giusto, ma anche economicamente efficace.”

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