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Settimana Santa 2018 ad Iglesias, ecco il programma dal 27 al 30 marzo

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Fra le manifestazioni religiose più importanti ad Iglesias emerge la “Settimana Santa” la celebrazione del momento più importante per ogni cristiano. Dalla Domenica delle Palme al Giovedì Santo, passando per il Venerdì Santo ma soprattutto per la Domenica di Pasqua, ogni credente ricorda la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, cuore della religione cristiana.

Martedì Santo: Processione dei Misteri – 27 marzo, ore 19.00 – centro storico

La croce dell’Arciconfraternita apre questa processione, la più antica con quella del descenso: la processione dei Misteri. Sette quadri plastici a ricordo della Passione di Gesù: orto degli ulivi, cattura, flagellazione, Ecce Homo, salita al Calvario, Crocifissione, Addolorata.
I giovani baballottis portano a spalla i simulacri; il primo dei quali è particolarmente pesante ed impegna il Santo Monte con parecchi giorni di preparazione.
Alla moda spagnola, un consistente ramo d’ulivo, offerto generosamente, viene issato sulla portantina con il simulacro di Gesù in preghiera ed adornato di fiori ed essenze mediterranee.
Solamente due bambini, con il tradizionale abito penitenziale dei baballotti, vi partecipano; essi rappresenteranno il S. Giovanni e la Maddalena nella processione del descenso del Venerdi Santo. Gli altri bambini sono esclusi da questa processione: i loro giorni saranno il Giovedi e il Venerdi Santo.
Due momenti di sosta e riflessione con predica si terranno nella Cattedrale e nella Chiesa di San Francesco a spezzare l’itinerario antico lungo il centro storico.Mercoledì Santo: Santa Messa –  Mercoledì 28 marzo, ore 18.30 – Chiesa San Michele

I rami d’ulivo ed i fiori che adornavano il giorno precedente Gesù che prega nell’orto degli ulivi, vengono distribuiti, una volta benedetti, ai fedeli che affollano la Chiesa di S. Michele per la S. Messa dedicata ai Confratelli defunti. I Confratelli del S. Monte assistono per il precetto Pasquale; al termine della liturgia il Vescovo benedice i fedeli con la reliquia del Lignum Crucis.

Giovedì Santo: Processione dell’Addolorata – giovedì 29 marzo ore 20.00 – centro storico

Giovedì Santo: è un giorno tra i più importanti per tutta la cristianità: si commemora l’ultima cena, l’istituzione dell’Eucarestia, del sacerdozio; l’inizio della Passione di Gesù. E’ un giorno denso di avvenimenti e di significati: due Messe battono il tempo di questa lunga giornata: al mattino quella del Crisma (nella nostra come in tutte le altre cattedrali) e alla sera quella in Coena Domini. Dopo, in tutte le Chiese, si legano le campane (si scioglieranno nel Gloria della veglia pasquale del Sabato Santo), il Santissimo Sacramento viene solennemente riposto in una cappella laterale riccamente addobbata, l’altare della reposizione o i sepolcri, come comunemente vengono chiamati ed infine si esce per la visita alle chiese, o meglio a tali altari dove il Santissimo Sacramento è solennemente esposto. L’addobbo, oltre a veli, tappeti, fiori e candele prevede “Su Nenniri ” : vasi nei quali all’inizio della Quaresima vengono seminati grano e lenticchie. Essi cresceranno in perfetta oscurità dando un fogliame bianco-giallastro, arruffato e ricadente per le lenticchie ed eretto per il grano. L’effetto, a parte le vecchie reminiscenze che li riporta ai giardini di Adone, è quello di mitigare il colore dei fiori e dei tessuti, quasi riordinandone la quantità e rendendola attinente al particolare momento.

Venerdì Santo mattina: Processione del Monte – 30 marzo ore 9.00 – centro storico

Al mattino, il quartiere alto de “Sa Costera” fa da palcoscenico alla processione del Monte, la salita al Calvario. La “Via Dolorosa” ha come protagonisti il simulacro di Gesù con la croce e quello dell’Addolorata che l’accompagna. Si rivisitano le varie chiese con un corteo processionale simile a quello del giorno precedente: matracconis, tamburo, croce dei l’Arciconfraternita, Baballottis, Confraternita del Santissimo Sacramento, simulacri e Germani del santo Monte che precedono, come in tutte le processioni scortandola, la statua della loro titolare, la Vergine della Pietà. I piccoli Baballottis portano oltre la matracca, una piccola croce.

Venerdì Santo sera: Processione del Descenso – venerdì 30 marzo alle ore 20.00 – centro storico

Nel primo pomeriggio, dopo le tre, si ripete, nel riserbo dell’oratorio del Santo Monte e alla presenza dei soli Confratelli, la pia pratica del “Su Scravamentu”: gli Obrieri del Descenso schiodano il bel crocifisso seicentesco dalla croce (è snodabile) e lo depongono in “Sa lattera”, la lettiga. A tarda sera la più attesa delle Processioni, quella del Descenso. Un frammento di sacra rappresentazione del funerale di Gesù viene incastonato nel corpo processionale classico: due grandi stendardi, “Is Vessillas”, precedono il “San Giovanni e la Maddalena”, due maschietti vestiti con abiti orientaleggianti guarniti di monili d’oro; seguono “Is Varonis”, i nobili, “Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo” con due inservienti con le scale della deposizione. Anche la foggia del loro vestire è orientaleggiante e, sia le folte barbe che il loro incedere impettito, conferiscono ad essi un aspetto grave, serio e signorile. Ancora indietro l’artistico e venerato simulacro del Gesù Morto, tra luci e lampioni, ricoperto da un velo di tulle e sotto un baldacchino bianco segno di regalità; il vero funerale di Gesù fu sicuramente povero e veloce, esso viene rivisto con occhi spagnoleggianti, barocchi, con pompa e ricchezza di orpelli ma anche con la fede, la devozione e il compianto per il figlio dell’Uomo che muore per noi. Seguono i Germani del santo Monte con l’Addolorata che stasera stringe al petto la corona di spine; poi in ultimo, la gran croce nera portata a spalle da penitenti senza abito o segno particolare.

Sabato Santo: Adorazione del Cristo Morto e della Croce – 31 marzo alle ore 8.00 – chiesa di San Michele

Il Sabato Santo, giorno privo di liturgia in attesa della Pasqua, l’Arciconfraternita del Santo Monte propone ai fedeli, nel suo oratorio di San Michele, il richiamo di Gesù nel sepolcro. Nel presbiterio viene issata la grande croce nera avvolta soltanto con la Sindone; ai piedi di essa: i chiodi che sostennero il Crocifisso, i martelli, le tenaglie e, da un lato, il simulacro della Vergine Addolorata che volge il suo sguardo a quella Croce ormai spoglia. Nella Cappella laterale, come in una camera ardente, è esposta “Sa Lettera” con Gesù Morto, davanti al quale, per tutto il giorno, i fedeli sfilano e pregano in religioso silenzio.

Pasqua: “S’Incontru” – domenica 1 aprile alle ore 11.00 – Piazza Sella 1

E’ la più grande festa dell’anno. Al canto del “Gloria”, nella notte del Sabato Santo mentre le campane riprendono il loro concerto di festa, entra in Cattedrale Gesù Risorto. Quindi la Domenica mattina si snodano due processioni: una da S. Giuseppe con la Madonna e i due bambini la Maddalena e S. Giovanni; l’altra dalla Cattedrale con Gesù Risorto. Due processioni con due itinerari diversi; luogo dell’Incontro: l’ampio spiazzo da Via Gramsci alla Piazza Sella; gremito di popolo. Tre inchini delle Croci e dei Simulacri, da tre distanze sempre più ravvicinate. Quindi un’unica processione fino alla Cattedrale, ove sarà impartita la benedizione (da quest’anno non ci sarà il Pontificale). Lungo il percorso, si offrono ai Simulacri, infilandoli nelle stanghe delle portantine , i tradizionali “coccois de Pasca”.

Pagina Facebook: Arciconfraternita Santo Monte Iglesias

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